Arti, Mostre e Cultura
MostreArte Contemporanea

Mostra Peut-on faire comme si de rien n’était? di Fabienne Audéoud e Ouija di Michael Van den

Foto: CRAC Alsace

La mostra *Ouija*, prima monografia di Michael Van den Abeele in un'istituzione francese, si ispira a una serie di opere realizzate nel 2026.

Questi pezzi rappresentano schiene tatuate con tavole Ouija, uno strumento medianico che dovrebbe facilitare la comunicazione con l'aldilà tramite numeri e lettere.

Il corpo, apparentemente muto, diventa così il supporto di una dettatura degli spiriti, un veicolo di significato.

La mostra riunisce diverse serie di sculture, disegni e due video, esplorando il rapporto tra soggetto e oggetto, dove la parola sfugge al corpo per animare le cose.

Attraverso riferimenti al ventriloquo, al cabaret e al musical, si sviluppa una drammaturgia del quotidiano: la pasta prende il posto degli ospiti a cena, un ferro da stiro scopre il suo riflesso in uno specchio e letti in miniatura, disposti in verticale, evocano dipinti astratti.

Questa mescolanza di dramma e commedia interroga il consumo, la digestione, le abitudini di classe, così come i racconti e i fantasmi individuali e collettivi.

Tra oggetti in cerca di introspezione e corpi abbandonati al lasciarsi andare, la mostra solleva una domanda essenziale: con chi identificarsi?

*Peut-on faire comme si de rien n’était?* è la prima grande mostra monografica dedicata al lavoro di Fabienne Audéoud. In questa occasione, l'artista presenta oltre cento dipinti realizzati tra gli anni 2000 e oggi, alcuni esposti per la prima volta.

Queste opere, provenienti da serie diverse come *les Maman*, *les Prions pour*, *le Houmous*, *les Beatrix Potter*, *les No*, *les Peintures Marron*, *les Huîtres et les Chèvres*, *les Cookies* o *la Maigritude*, affrontano temi ricorrenti nel suo lavoro: il rapporto con il linguaggio (ciò che si dice o si tace), le credenze (possono essere discusse?), la sua esperienza come donna (identificarsi o disidentificarsi?), nonché le dinamiche di potere e le norme sociali (chi o cosa fa legge?).

Attraverso l'umorismo, i riferimenti alla storia dell'arte e alla cultura popolare, la pittura stessa viene interrogata come medium adatto a queste questioni.

La mostra sposta l'attesa tradizionale della retrospettiva verso una forma interrogativa: *Peut-on faire comme si de rien n’était?* Prima ancora di essere rivolta al pubblico, questa domanda si integra nella riflessione dell'artista sull'allestimento.

Sceglie di sospendere ogni risposta presentando le tele a terra su piccoli cunei, staccate come sarebbero in atelier, in attesa di una decisione o di un cambiamento.

Le opere, disposte in una lunga fila appoggiate alle pareti del centro d'arte, si toccano per il bordo, formando una catena continua di motivi, parole e registri.

Questa prossimità rivela frasi, contraddizioni e dissonanze, offrendo un'esperienza del dissenso o del *fare con*. Come rispondere a questo invito?

In occasione della mostra, il CRAC Alsace e Ness Books pubblicano la prima monografia di Fabienne Audéoud, che ripercorre l'intero suo lavoro dagli anni '90. Il volume è previsto per l'inizio del 2027.

Caricamento della mappa…

Mostra Peut-on faire comme si de rien n’était? di Fabienne Audéoud e Ouija di Michael Van den

Informazioni

Centre rhénan d'art contemporain (crac alsace)

Office de tourisme du Sundgau · DATAtourisme · Licenza Aperta 2.0 · · Testi adattati