Teatro - Nuotatrice estrema, ritratto di una giovane donna glaciale
Due donne, due corpi confrontati ai loro limiti. Una, sportiva e nuotatrice in acque gelide, spinge la sua resistenza all'estremo. L'altra, affetta da un cancro fin dall'infanzia, affronta ogni giorno le prove della malattia. Attraverso i loro racconti, condividono l'esperienza di un corpo diventato estraneo, a volte per la performance, a volte per la sofferenza.
Élise Vigier, che ha vissuto personalmente un cancro al seno, guida questo viaggio intimo e sororale con delicatezza e pudore. Marion Joffle, sopravvissuta a un cancro a cinque anni, ha attraversato la Manica a nuoto vent'anni dopo, sfidando temperature inferiori ai cinque gradi senza protezione né assistenza. Il suo percorso, come quello dell'autrice, illustra una resilienza senza filtri.
Ambientate in una sala d'attesa di un ospedale che si trasforma in piscina o oceano, le due donne si raccontano attraverso un dispositivo immersivo tri-frontale. Il pubblico scopre le loro apnea, i loro dubbi, l'assurdità delle situazioni, ma anche la feroce gioia di sentirsi vive. Sostenuto da una partitura sonora acquatica e subacquea, questo incontro diventa una lezione estrema di vita, dove ciascuna tende all'altra uno specchio di coraggio e perseveranza.
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