Teatro: le voci di Carmen
In uno spazio chiuso trasformato in laboratorio vivente, una squadra prepara un film su Carmen.
Nel corso delle prove, la Mediterranea sfuggente, libera e appassionata prende forma. Incarnando la voce delle donne libere, quelle che si osservano, si condannano o si temono, ma che non si possono mai veramente imprigionare.
Questa creazione, decisamente ancorata al presente, si presenta come un'opera ibrida in cui si sovrappongono due racconti: quello di una regista che filma la storia della giovane zingara ribelle e seducente, e quello della stessa Carmen, che si impone poco a poco attraverso le prove, le improvvisazioni e i test di ripresa.
I personaggi si riappropriano delle parole a volte ambigue o violente di Mérimée, e la finzione trabocca, dando vita a una figura ribelle e diva. Camélia Jordana reinventa le arie di Bizet arricchendole con flamenco, sonorità arabo-andaluse e nordafricane, gospel, soul e rap. Queste musiche, portatrici di lotta, libertà e della bellezza del disordine, sostengono una scrittura ritmica e percussiva, mescolando texture elettroniche, passaggi a cappella, loop e campionamenti.
Il risultato è un dialogo libero tra l'opera patrimoniale e una creazione musicale contemporanea.
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Informazioni
La filature, scène nationale
- Sito webhttp://www.lafilature.org/ ↗
- Telefono+33 3 89 36 28 28
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