Abbazia di Saint-Trophime
L'abbazia di Saint-Trophime a Eschau, classificata monumento storico dal 1898, è la più antica chiesa romanica ancora esistente in Alsazia. Incorpora l'arte romanica primitiva con un'eleganza sobria e raffinata, ereditata dalla sua costruzione nell'XI secolo. Resti di un'abbazia benedettina fiorente nel Medioevo, fu un luogo di pellegrinaggio dedicato a santa Sofia e a san Trofimo fino alla sua parziale distruzione durante la Rivoluzione francese.
L'edificio si distingue per le sue linee pulite e la solidità apparente. All'esterno, solo l'abside presenta sottili arcate decorative. All'interno, la navata, lunga per una chiesa romanica, è coperta da soffitti a capriate, mentre i deambulatori si aprono su sei arcate sostenute da pilastri quadrati. Le finestre alte, aggiunte nel XIV secolo durante l'innalzamento dell'edificio, lasciano entrare una luce soffusa. L'abside, voltata a botte, e la vetrata centrale del coro, che rappresenta Cristo in maestà, testimoniano l'arte medievale. Questa vetrata, probabilmente proveniente dall'antica chiesa dei Domenicani di Strasburgo, simboleggia la regalità universale di Cristo.
Tra gli elementi notevoli vi è la cassa in arenaria dei primi del XIV secolo, che ospitava le reliquie di santa Sofia fino alla Rivoluzione. Queste reliquie, offerte da papa Adriano I, scomparvero durante quel periodo, ma una nuova cassa fu donata dal papa nel 1938. Nel transetto sinistro, una statua policroma di santa Sofia circondata dalle sue tre figlie, Fede, Speranza e Carità, attira anch'essa l'attenzione.
L'organo, installato sulla tribuna nel 1816 da Michel Stiehr e restaurato nel 1969 da Alfred Kern, completa l'insieme. Tracce di policromia rosso carminio, scoperte durante i lavori, rivelano che la chiesa era un tempo dipinta secondo gli usi medievali.
I resti di un chiostro del XII secolo, i cui capitelli scolpiti raccontano scene della storia sacra, furono scoperti nel XIX secolo. Questi elementi, oggi ricostruiti, sono esposti al Museo dell'Opera Notre-Dame a Strasburgo. Infine, il giardino monastico, situato di fronte alla chiesa, evoca la vita delle benedettine che vi vissero per più di sette secoli.