Chiesa di San Ippolito
Fondata intorno all’anno 800 dall’abate Fulrade, questa chiesa ha subito diverse trasformazioni importanti. Incendiata e poi ricostruita nel XIV secolo, fu ampliata nel 1821, con la conseguente scomparsa delle case vicine. Il suo coro a volta, tipico del XIV secolo, si distingue per le finestre a due lancette, un grande arco trionfale spezzato e un’abside a cinque lati.
Ospita un altare maggiore del XVIII secolo in marmo, stucco e legno dorato, oltre a un altare per la celebrazione a forma di reliquiario in legno scolpito e dorato, realizzato nel 1766, che contiene le reliquie di san Ippolito. Gli affreschi murali rappresentano san Fulrade e l’ascensione di san Ippolito. Le vetrate, distrutte e poi restaurate nel 1947, illustrano episodi della vita di san Ippolito: il suo battesimo alla presenza di santa Concordia, il suo martirio per caduta da cavallo dopo la conversione al cristianesimo. Le stalli in quercia, riservate al clero, risalgono anch’esse al XVIII secolo.
Nella navata, le colonne testimoniano tre epoche distinte: pilastri con quattro colonnine del XIV secolo, pilastri cilindrici del XVII secolo e pilastri ottagonali del XIX secolo. Il soffitto a cassettoni mostra un Cristo benedicente circondato dalla frase latina «Ego sum via, veritas et vita» e dalle rappresentazioni dei quattro Padri della Chiesa d’Occidente: Ambrogio di Milano, Agostino d’Ippona, Girolamo di Stridone e Gregorio I. Sopra le colonne, affreschi raffigurano l’Adorazione dei Magi e l’Ultima Cena. Due altari laterali in stile barocco, del XVIII secolo, completano l’arredamento della navata. Infine, l’organo, costruito tra il 1736 e il 1738 da Jean-André Silbermann e installato nel 1790 dopo essere stato acquistato dall’abbazia di Marbach, è uno dei pochi esemplari conservati in Alsazia. Il suo mobile in quercia e le sue sculture ne fanno un capolavoro di questo celebre costruttore di organi.