I parchi e i giardini
La storia industriale della città si esprime tanto nei suoi edifici quanto nei suoi parchi e giardini.
Nel XIX secolo, la borghesia industriale, divenuta classe dominante, impone il suo potere attraverso realizzazioni estetiche, tra cui i giardini. Questi spazi si sviluppano sia in ambito privato che pubblico, con giardini di fabbrica integrati nel programma decorativo dei siti industriali e partecipanti alla loro immagine. Altri spazi alberati, come il giardino del Refettorio di DMC, offrono luoghi di svago agli operai.
I giardini privati degli industriali, ancora visibili oggi, testimoniano la loro passione per le essenze esotiche. La filantropia si manifesta anche attraverso giardini a vocazione alimentare, assegnati a ogni casa della Città, con l'obiettivo di allontanare gli operai dalle osterie e moralizzare il loro stile di vita. Infine, parchi pubblici appaiono progressivamente, grazie a donazioni di industriali, acquisizioni comunali o la riconversione di vecchie fabbriche.