Il mulino di Manspach
A Manspach, l’oleificio a maneggio rappresenta un’alternativa originale ai mulini ad acqua della regione. Probabilmente risalente al XVIII secolo e menzionato nel 1849, ha continuato la sua attività fino alla fine degli anni ’30 del Novecento. Il suo funzionamento si basava sulla forza motrice di un cavallo, che azionava una macina verticale che ruotava su un tavolo di pietra a forma di conca, chiamato conca o tino. Questa installazione permetteva di schiacciare vari semi oleosi come papavero, canapa, colza, girasole e noci, producendo così olio su piccola scala.
Questi oleifici a maneggio erano un tempo numerosi nel Sundgau, dove se ne contavano quasi una quarantina. Il loro declino iniziò all’inizio del XX secolo, accelerato dopo la Prima Guerra Mondiale, a causa di diversi fattori: la requisizione dei cavalli, l’arrivo dell’elettricità, la diminuzione dei noci locali, l’evoluzione delle tecniche di estrazione e la concorrenza degli oli industriali. Il loro funzionamento spesso stagionale e la mancanza di dichiarazioni ufficiali spiegano perché poche tracce sono rimaste negli archivi.
Oggi, l’oleificio di Manspach, di proprietà comunale, offre una testimonianza concreta di questo procedimento artigianale. La sua installazione, relativamente sofisticata per l’epoca, comprendeva una camera motrice separata dove si muoveva il cavallo. Separata dall’area di produzione per motivi igienici, ospitava anche un sistema di ingranaggi in legno che permetteva di amplificare la rotazione della macina, ottimizzando così l’efficienza della macinazione.
Sono organizzate visite per gruppi su richiesta.