L'Abbazia di Marbach e i suoi giardini
Fondata nel 1089 dal cavaliere Burckard de Gueberschwihr dopo una visione divina, l’abbazia di Marbach si impose rapidamente come un importante centro spirituale in Alsazia. Secondo la leggenda, Burckard, vassallo del vescovo di Strasburgo, ricevette in sogno l’ordine di fondare un monastero nel luogo dove si riposava vicino al ruscello Marbach. Investì la sua fortuna personale e fu seguito dai conti di Eguisheim, che finanziarono a loro volta il progetto. I lavori iniziarono dal coro e dalla cappella di Sant’Agostino, prima che il nartece fosse completato tra il 1130 e il 1140, formando un insieme imponente per l’epoca.
La vita dell’abbazia fu segnata da conflitti politici e religiosi. Nel 1084, Manegold, decano dell’abbazia di Rottenbach, scrisse un testo a difesa dei diritti del papa contro quelli dell’imperatore Enrico IV. Quest’ultimo, furioso, saccheggiò la valle di Lautenbach e distrusse il monastero nascente. Manegold dovette nascondersi prima di tornare nel 1094, su invito di Burckard. Nel 1096, papa Urbano II benedisse l’abbazia, attirando molti fedeli. Tuttavia, Enrico IV, preparando la sua vendetta, catturò Manegold nel 1098 e lo tenne prigioniero fino al 1103. Questi morì nel 1103, senza che si conosca l’anno esatto della sua morte. Burckard, fondatore dell’abbazia, morì nel 1120 all’età di 90 anni e fu sepolto nell’abbazia.
Sotto la protezione dell’imperatore Federico Barbarossa dal 1153, l’abbazia conobbe un’età dell’oro. Ospitava un rinomato laboratorio di miniature, tra cui il celebre *Codex Guta Sintram*, realizzato dalla canonichessa Guta de Schwartzenthann e dal canonico Sintram. Quest’opera scandiva la vita delle canonichesse. Marbach divenne anche un centro di diffusione religiosa, fondando nuovi monasteri in Alsazia, nel bacino del Danubio e in Austria.
Nel XIII secolo, la chiesa di Marbach, lunga oltre 65 metri e larga 20 metri, era una delle più imponenti della regione, soprannominata il « Cluny alsaziano ». Tuttavia, l’abbazia subì numerose sventure: tre incendi (1253, 1290, 1351) e dieci saccheggi. Nonostante queste prove, conobbe una prosperità senza precedenti prima della sua soppressione nel 1791, durante la Rivoluzione francese.
Venduta all’asta nel 1791, l’abbazia fu demolita e le sue pietre vendute come materiale da costruzione. Tra il 1809 e il 1830, la chiesa, il chiostro e le due torri scomparvero. Oggi resta solo il nartece, o « Paradiso », con i suoi tre archi romanici risalenti al 1152, parzialmente restaurato nel 1992. Il portale del 1490 e il muro di cinta del 1496 completano i resti, offrendo un luogo adatto alla meditazione. L’abbazia ospita anche una variegata programmazione culturale.