Lutzelhouse
Lutzelhouse, il cui nome appare per la prima volta nel 1290, è legato alla storia dei vescovi di Strasburgo fin dall’epoca carolingia. Nel 1366, il vescovo Jean III di Lussemburgo cedette il villaggio a Jean de Salm, prima che i vescovi riacquistassero progressivamente le terre tra il XV e il XVI secolo. Dopo un calo demografico di un quarto nella seconda metà del XIX secolo, la popolazione si stabilizzò fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Oggi, l’attività economica del comune si basa principalmente sull’industria e sul turismo.
Tra i luoghi da non perdere, il giardino delle Fate, considerato uno dei più antichi luoghi di culto celtico in Alsazia. La filanda, precursore dell’industria tessile nella valle della Bruche, testimonia il passato industriale del villaggio con una fabbrica di cotone e lana pettinata, un mulino e una segheria meccanica della metà del XIX secolo. Nelle vicinanze, il castello Scheidecker, dotato di un portico, un padiglione di caccia e scuderie, completa questo patrimonio.
Il fossato Welschgraben segna il confine linguistico tra francofoni e dialettofoni alsaziani: gli abitanti di Lutzelhouse, soprannominati i «Welsches» (i Francesi), sono i primi francofoni provenendo dalla pianura della Bruche.
Infine, la vecchia forgia, oggi ristrutturata, arricchisce ulteriormente la storia del luogo.