Sigolsheim

Situato in una valle attraversata dalla Weiss, affluente della Fecht, Sigolsheim prende il nome da un germanico, Sigwald, che vi avrebbe stabilito la sua dimora intorno all'anno 680.

Fin dall'epoca carolingia, abbazie attratte dai suoi vini ottennero donazioni, facendo di questo villaggio un luogo di culto precoce: già nel IX secolo vi erano tre cappelle, una delle quali fondata da Santa Richarda, moglie dell'imperatore Carlo il Grosso, che diventerà poi la chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo.

Di stile romanico, questo edificio si trova sulla Strada Romanica dell'Alsazia e, sebbene gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato ricostruito per ritrovare il suo ruolo centrale nel villaggio.

Sigolsheim porta anche i segni degli scontri della sacca di Colmar.

La Necropoli Nazionale, soprannominata "montagna di sangue" dai combattenti, ospita 1.589 soldati della Prima Armata caduti durante i violenti scontri dell'inverno 1944-1945. Un monumento americano, eretto nel 1995, rende omaggio ai combattenti degli Stati Uniti morti in Alsazia per la libertà, e una bandiera a stelle e strisce sventola permanentemente sul sito.

Terra di vini rinomati fin dall'epoca merovingia, Sigolsheim conta tre Grands Crus: il Mambourg, il Marckrain e il Furstentum. Questi terroir d'eccezione producono principalmente gewurztraminer, riesling, pinot grigio e un po' di moscato. Per scoprirli, un sentiero viticolo si snoda tra i pendii del Mambourg, invitando a una passeggiata a piedi nel cuore dei paesaggi alsaziani.

Dati da DATAtourisme · Office de tourisme de la vallée de Kaysersberg, Système d'informations touristique Alsace - LEI Alsace